PARTIGIANI A TAVOLA, STORIE DI CIBO RESISTENTE E RICETTE DI LIBERTÀ, di LORENA CARRARA E ELISABETTA SALVINI, edito da FAUSTO LUPETTI EDITORE

partigianiIl libro presenta settanta ricette in un’eterogenea raccolta in parte liberamente ispirate alle storie e alle memorie della Resistenza, in parte radicate nella tradizione gastronomica italiana. Ricette a base di prodotti genuini e popolari, legati a doppio filo ai luoghi in cui si concentrò la lotta dei patrioti, le prime sono più universali e giocose, pensate quasi a voler riprodurre nel piatto i racconti dei testimoni. I titoli delle preparazioni sono anch’essi ludici e simbolici, a tratti perfino irriverenti.

Il libro vuole essere la conversazione delle due autrici – la prima Lorena Carrara studiosa di cultura dell’alimentazione, la seconda Elisabetta Salvini storica di genere con un pubblico vasto ed eterogeneo, che può comprendere i ragazzi delle superiori come i gastronomi interessati agli aspetti storici e culturali del fare cucina.

Fare una storia
della Resistenza attraverso
il cibo è entrare nel vivo
dell’esistere. […].

Questo libro ci da
l’opportunità di pensare,
vedere, quante quotidiane
scelte ci sono da fare
per essere uomini.

A partire da cosa ci mettiamo
in bocca, e per finire
alle parole che da quella
stessa bocca escono.
Vinicio Capossela

Dai 380 chili di pasta al burro offerti dai fratelli Cervi a tutto il paese di Campegine per festeggiare la caduta del regime, passando per le lasagne della ricostruzione gustate da Teresa Noce di ritorno dai campi della morte, fino ai 35.000 bambini nutriti dalle donne emiliane nel duro inverno del ’45: questa è l’inusuale prospettiva che adotteremo per parlare di Resistenza attraverso il cibo.

L’Agnese della Viganò, il partigiano Johnny di Fenoglio, Pin di Calvino, Enne2 di Vittorini, i “piccoli maestri” di Meneghello e tanti altri personaggi della letteratura ci accompagneranno in una narrazione del tutto inedita, fatta di pasti consumati in fretta, di fame di libertà, del bisogno spasmodico di nutrirsi e delle tante, troppe difficoltà nell’organizzare l’approvvigionamento quotidiano delle risorse.

Rispondendo all’interesse crescente che suscita il tema dell’alimentazione, abbiamo voluto metterlo al centro di una lettura obliqua della guerra di Liberazione, per recuperare il valore intimamente politico del partecipare alla stessa tavola e per riscoprire che, in fondo, l’etimo della parola compagno deriva dal più solidale dei gesti umani: condividere il pane.

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